La preparazione delle prime cartucce pare sia datata
intorno al ‘500. Ciò si rese necessario per accelerare, almeno
in parte, le operazioni di riarmo delle armi ad avancarica. Questa cartuccia
era costituita da un pezzo di carta di forma cilindrica che conteneva
al suo interno la polvere predosata, chiuso poi all’estremità
con del filo.
In seguito, per accelerare le operazioni, venne collocato anche il proiettile
all’interno dello stesso involucro di carta o di stoffa.
Per ricaricare il fucile era sufficiente aprire l’involucro, versare
la polvere in canna, usare l’involucro come stoppaccio e poi introdurre
la palla assicurando il tutto con la famosa bacchetta.
Metodi più o meno simili si protrassero sino all’ ‘800
quando alcune scoperte diedero una svolta decisiva alla cartuccia.
Nel 1807 uno scozzese applicò l’uso del fulminato di mercurio
all’accensione della carica mediante la percussione dell’innesco.
Nel 1812 lo svizzero Pauly costruì un fucile a retrocarica con
innesco centrale e cartuccia metallica. Non ebbe però fortuna!
Nel 1814 Shaw inventò la capsula per luminello.
Quest’ultima fu un’invenzione decisiva per l’evoluzione
della cartuccia. In questo periodo le cartucce venivano confezionate con
materiale combustibile in modo da essere spinte in fondo alla canna senza
essere aperte. In seguito alla detonazione la vampa dell’innesco
attraverso il luminello raggiungeva l’involucro combustibile, costituito
solitamente da tela di lino, lo forava e incendiava la carica di polvere.
Uno dei grossi difetti di queste armi era l’accumulo di residui
di combustione e la conseguente necessità di una frequente e laboriosa
pulizia delle canne che unita al riarmo ancora lento incoraggiò
la costruzione di fucili a retrocarica. I primi modelli non erano certo
privi di difetti. Infatti nei primi fucili si utilizzarono ancora cartucce
ad involucro combustibile. Queste non garantivano certo una chiusura ermetica.
Inoltre non erano poche le fughe di gas tra canne e bascula.
Venne così inventata la prima cartuccia con bossolo in cartone
e fondello in metallo : la cartuccia a spillo.
In questo modo le fughe diminuivano. Ma lo spillo che doveva far detonare
la miscela innescante creava dei fastidi. Infatti la percussione centrale
si impose subito e surclassò lo sfortunato spillo. I vantaggi della
percussione centrale erano evidentissimi. Innanzitutto venivano a mancare
anche le minime fughe di gas in corrispondenza del foro dove passava lo
spillo e poi le cartucce a spillo potevano sempre esplodere in seguito
ad una caduta o ad un banale urto. Si arrivò così alla cartuccia
moderna, costituita da : bossolo, innesco, polvere, borraggio e chiusura.
SIMONE MURRU |